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VIGNETO RITROVATO UN ANNO DOPO

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VIDEO VIGNETO RITROVATO
Intervista ad Alberto Serena

25 OTTOBRE 2018
PRIMO PIANO
VIGNETO RITROVATO. UN ANNO DOPO…
Ricerca, biodiversità e territorio: i tre punti chiave dell’ambizioso progetto di Montelvini

Montelvini continua a investire energie e passione nel recupero del “Vigneto Ritrovato”, alla ricerca delle proprie radici e di quelle dell’Asolo Prosecco DOCG. E’ passato un anno esatto dalla presentazione del progetto, quando l’azienda simbolo della denominazione più rappresentativa e autentica del Montello annunciò il desiderio di far rivivere questo piccolo vigneto abbandonato, l’unico nel cuore della cittadina di Asolo e presente già nelle mappe napoleoniche.
Si apre ora una nuova importante fase. In collaborazione con il CREA-VE (Centro di Ricerca per la Viticoltura e l’Enologia), è stato individuato un clone di Glera tipico dell’area, praticamente scomparso negli anni perché poco produttivo. Grazie a tecnici, agronomi ed enologi, si sta ora preparando il terreno per mettere a dimora, all’inizio del prossimo anno, le barbatelle. Nello specifico, il clone è l’ISV VA8, selezione di Glera di origine isolana che presenta caratteristiche qualitative interessanti e tipicamente rappresentative del territorio. “Quello del Vigneto Ritrovato è un progetto che richiede tempo, risorse e dedizione” – spiega Alberto Serena, amministratore delegato di Montelvini, artefice, in prima persona, del progetto – “Ogni scelta, ogni azione va calibrata con attenzione, mantenendo il delicato equilibrio tra paesaggio, enologia, storia e territorio”.
L’interesse della famiglia Serena verso la ricerca e la conservazione della biodiversità in quest’area si concretizza in iniziative come questa, testimoniando la voglia di continuare una viticultura che ha una lunghissima tradizione. Viticoltura che, nel tempo, ha mantenuto la diversità biologica dei vitigni, preservando le varietà minori e che, già ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, era nota per la qualità, tanto che i vini provenienti da questo territorio venivano tassati di più rispetto agli altri prodotti nell’area di Treviso.
Il progetto del “Vigneto ritrovato” racconta il legame speciale tra l’azienda e la “Città dei centro orizzonti”, simbolo di cultura e storia, cuore della denominazione Prosecco Superiore Asolo Docg. Un territorio dove l’uva è parte integrante del paesaggio, da quando la nobile famiglia Contarini, proprietaria dei terreni, fece edificare nel 1558 quella che oggi è conosciuta come “Villa degli Armeni”. È, infatti, su Villa Contarini e sul celebre giardino all’italiana di Villa De Mattia, che si affaccia il “Vigneto ritrovato”. In questo ambizioso progetto, la famiglia Serena è affiancata da un gruppo di lavoro multidisciplinare, un vero e proprio pool di professionisti, fatto di architetti e specialisti del paesaggio, docenti universitari, documentaristi e storici, istituzioni comunali, esperti di viticoltura.