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Intervista ad Alberto Serena

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VIDEO VIGNETO RITROVATO
Intervista ad Alberto Serena

30 APRILE 2018
L'INTERVISTA

Un sogno in vigna. Intervista ad Alberto Serena

 

La famiglia Serena, proprietaria di Montelvini, da 137 anni si dedica alla produzione di vino con maestria e passione. E con un grande rispetto per la terra e la natura. Alberto Serena è l’amministratore delegato, ci spiega i valori su cui si fonda un’alleanza che dura da cinque generazioni.
Alberto, quando è nato il sogno di ridar vita a una vigna abbandonata in un posto suggestivo e così denso di storia come Asolo?
In occasione di una degustazione alla Locanda Cipriani, un’estate di due anni fa, incontrai i proprietari di Villa Contarini che mi parlarono di un’antica vigna abbandonata che sorgeva di fronte al giardino e del loro desiderio di recuperarla. In quel momento, ho immaginato la rinascita del vigneto in tutta la sua bellezza. La nostra famiglia è sempre stata profondamente legata al territorio di Asolo: facciamo vino dal 1881 e questo progetto rappresenta un dono che facciamo a noi stessi, alla nostra famiglia, ai nostri avi, ma anche un omaggio alla nostra terra, ad Asolo e alla comunità. Il vigneto, a pochi passi dalle antiche mura cittadine, è un giardino dal valore inestimabile che abbiamo “ritrovato” e che vogliamo diventi patrimonio di tutti.
Un patto con la terra, una promessa da mantenere… cosa significa “Alleati in Vigna”?
Significa impegno quotidiano, quello che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro. Noi, i nostri dipendenti, i nostri agenti e distributori, i ristoratori che propongono i nostri prodotti e che credono nella filosofia di Montelvini. Siamo tutti “alleati in vigna”, perché chiamati a farci interpreti del territorio dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG, a valorizzarlo e a custodirlo.
Oltre a questi progetti, concretamente quali sono le azioni messe in campo dalla vostra azienda per valorizzarlo e salvaguardarlo?
Per quanto riguarda l’ambiente, cerchiamo di preservarne le risorse, contenendo il consumo di energia e lo sfruttamento del territorio, garantendo al tempo stesso il consumatore. In vigneto, l’uso dei prodotti fitosanitari è ridotto al minimo e sostituito dall’uso di sostanze selettive a bassa o nulla tossicità. L’inerbimento del terreno vitato contribuisce a contrastare l’erosione superficiale del terreno collinare e a mantenere l’equilibrio dei minerali presenti nel suolo. La subirrigazione evita la dispersione dell’acqua. Applichiamo questo principio a tutte le fasi produttive, quindi anche allo smaltimento dei reflui e dell’imballaggio, e privilegiamo l’utilizzo di energia green.
Nel 2018, inoltre, abbiamo dato il via a una fase importante per la valorizzazione qualitativa della produzione dell’Asolo Prosecco, introducendo un nuovo protocollo di vinificazione e spumantizzazione, che ha permesso di controllare al massimo l’arricchimento di ossigeno nei vini con l’obiettivo di esaltare nei nostri vini, in particolare nella linea Serenitatis, alcune caratteristiche come la longevità, la sapidità e l’eleganza olfattiva, accordando maggiore perlage e corpo al prodotto e abbattendo la quantità di solfiti aggiunti.